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Le ricerche correlate di Google: cosa sono e come usarle per la SEO
Ogni volta che un utente compie una ricerca su Google il motore di ricerca non si limita a restituire una decina di link verso le pagine web più pertinenti e rilevanti per quella specifica ricerca. Offre anche altri contenuti per migliorare l’esperienza di ricerca dell’’utente, cerca di intercettare quelle che potrebbero essere le domande più frequenti, e tenta su suggerire ulteriori percorsi di navigazione per perfezionare la ricerca suggerendo temi affini.
Queste integrazioni rappresentano un ottimo supporto per l’utente, ma offrono anche importanti spunti di riflessione per chi si occupa di posizionamento sui motori di ricerca e content marketing. Partendo da termini di ricerca più generici, spingono l’utente ad approfondire uno o più specifici aspetti dell’argomento principale. Lo scopo è quello di offrire i migliori risultati possibili rispetto all’intento di ricerca, se chiaramente definito.
Ricerche correlate di Google: cosa sono?
Si tratta di quel riquadro che tipicamente troviamo in fondo alla pagina dei risultati di ricerca. Il riquadro suggerisce alcune varianti rispetto alla nostra query di ricerca. Se clicchiamo su uno qualsiasi delle voci proposte otterremo una nuova SERP, ma basata sulle parole chiave che abbiamo selezionato dal riquadro.
Di seguito possiamo vedere alcune immagini di esempio.
Ma come funziona questo riquadro? Perché è utile ed interessante?
L’algoritmo di Google si occupa di analizzare la query di ricerca dell’utente e cerca di intuire quali potrebbero essere le sue esigenze. Può accadere che la query di ricerca sia troppo vaga e generica per offrire i migliori risultati e quindi, attraverso l’esposizione del riquadro, Google spinge l’utente a selezionare una combinazione di parole chiave più efficaci per decodificare le necessità di chi sta cercando.
Guardando con attenzione gli esempi che appaiono poco sopra possiamo notare alcuni elementi ricorrenti:
- Affinità tematica – i suggerimenti non si allontanano molto dai termini di ricerca usati dall’utente. Più che altro offrono approfondimenti di alcuni aspetti oppure nuove prospettive sul tema.
- Intento dell’utente – l’aggiunta di alcune parole al termine di ricerca inziale suggerisce contemporaneamente una visione complessiva sul tema e la possibilità di concentrarsi su un particolare dettaglio.
- Termini simili – di tanto in tanto Google ripropone termini di ricerca simili o alternativi che, se cliccati, tendono a offrire migliori risultati di ricerca.
Questi suggerimenti però non sono casuali.
Prendono infatti spunto dai trend di ricerca che riguardano l’oggetto della ricerca e dalle abitudini di ricerca di quello specifico utente, andando ad offrire una esperienza personalizzata.
Qual è lo scopo delle ricerche correlate
Finora abbiamo guardato le ricerche correlate con l’occhio dell’utente. Il suo obiettivo potrebbe essere ben definito (ad esempio: trovare il prezzo di uno specifico smartphone) oppure essere molto generico (ottenere una panoramica delle serie TV più popolari del momento). Il riquadro offre un semplice supporto alla ricerca.
Se rivolgiamo lo sguardo alle stesse informazioni, ma dal punto di vista di un consulente SEO, scopriamo che ci offre molti spunti per creare contenuti. L’obiettivo in questo caso è quello di prendere nota dei suggerimenti per costruire un contenuto che possa soddisfare un gran numero di intenti di ricerca, restando pertinente al tema principale.
Inoltre, un’ulteriore osservazione attenta consente di confrontarsi anche con il linguaggio usato da chi effettua quella particolare ricerca. Come professionisti del marketing, dobbiamo essere in grado di strutturare dei contenuti in linea con le loro ricerche e con le parole chiave che utilizzano. Siamo noi a doverci adattare alle loro esigenze, non il contrario. Se saremo sufficientemente abili nel farlo, Google saprà ricompensarci con maggiore visibilità.
Come usare le ricerche correlate per la SEO del suo sito web
Il primo passo è partire dalle nostre keyword obiettivo, ovvero quelle per cui desideriamo posizionarci su Google. Per ciascuna di queste ci annotiamo le ricerche correlate in modo da avere una panoramica dei principali aspetti di interesse.
Con buona probabilità noteremo alcuni aspetti o argomenti a cui non avevamo ancora pensato. Proseguiremo con la stesura dei testi per il nostro sito web. In questa fase cercheremo di intercettare il maggior numero di intenzioni di ricerca, avendo però cura di mantenere il testo fluido e godibile per il lettore. È meglio chiarire: non dobbiamo semplicemente farcire il contenuto con le parole chiave presenti nelle ricerche correlate, dobbiamo sviluppare il contenuto con l’idea di rispondere a tutti gli intenti di ricerca associati al tema principale.
Così facendo, saremo in grado di formulare un testo esauriente, utile per l’utente e facile da leggere. Una buona idea è quella di valutare i volumi di ricerca per ciascuno degli argomenti delle ricerche correlate. Ciò può facilitare la scelta degli argomenti da trattare e da approfondire. Per farlo potremo servirci di strumenti come SeoZoom, Google Keyword Planner, Google Trends.
Applicare questo processo con sistematicità può portare ottimi risultati, sia per ottenere un maggiore traffico organico, sia per rendere il sito web più pertinente rispetto a temi fortemente associati tra di loro.
Il primo ambito di utilizzo è ovviamente il testo di una pagina, ma nessuno ci vieta di applicare il processo anche a titoli, immagini o link presenti sul nostro sito web. Lo scopo è quello di favorire la navigazione dell’utente e risultare più rilevante e pertinente rispetto alle sue ricerche su Google.
Quali altri passi potrei compiere per migliorare ulteriormente i miei testi?
Le ricerche correlate di Google sono solo un tassello del percorso necessario ad una Keyword Research eccellente. Esistono infatti alteri strumenti o fonti che possono aiutaci a capire in modo più approfondito le tendenze di ricerca, e le opportunità che possono offrire. Di seguito citerò alcuni elementi che spesso utilizzo nel corso delle mie consulenze SEO, quando devo dare vita ad un nuovo contenuto per conto di un cliente.
- Google Suggest – Avete presente quando iniziate a digitare le prime lettere di una query di ricerca e Google sembra completare le parole che state scrivendo? I suggerimenti possono essere usati in modo analogo a quello in cui abbiamo già usato le informazioni raccolte per le ricerche correlate.
- Keyword Planner – Strumento presente all’interno della dashboard di Google Ads che serve ad individuare parole chiavi utili per le campagne Pay Per Click. Oltre a suggerire keywords interessanti offre odnicazioni sui volumi di ricerca.
- Google Trends – Strumento gratuito che consente all’utente di esplorare le tendenze espresse nelle ricerche in un dato periodo di tempo. Consiglio la lettura di questo articolo pubblicato in precedenza.
- AlsoAsked – Questo è uno strumento davvero carino per ricostruire la sezione denominata “Le persone hanno chiesto anche” che appare nelle SERP di Google. Se non lo conosci ancora, vale certamente un test visitando il sito web https://alsoasked.com/
Conclusioni
Siamo partiti da un riquadro apparentemente banale, quello delle ricerche correlate. In realtà, se utilizzato in modo adeguato, può offrire un grande supporto per creare contenuti utili, completi e apprezzati sia dagli utenti che dal motore di ricerca.
La Keyword Research è senz’altro uno dei processi più importanti di tutta la strategia SEO e consiste nel trovare, analizzare e utilizzare le parole chiave che le persone digitano sui motori di ricerca. L’obiettivo è quello di impiegare questi dati per ottenere visibilità o, più in generale, per comprendere meglio le necessità del pubblicò di riferimento.
L’importanza del processo è cruciale per scoprire uno spazio in cui il sito web può raccogliere traffico qualificato utile a trasformare un visitatore in un cliente.
Se desideri sfruttare le opportunità offerte dal digital marketing non esitare a contattarci. Saremo lieti di discutere il tuo progetto web per offrire le nostre competenze per far crescere la tu impresa. Puoi telefonarci al 347 9743960 oppure compilare il from nella pagina contatti.


Classe 1977, nato a Pavia, sono titolare dell'agenzia Semantik. Da sempre appassionato di nuove tecnologie, aiuto le piccole medie imprese a scoprire la comunicazione digitale e le sue opportunità.
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