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21 Maggio 2026
Giovanni Villani

GEO (Generative Engine Optimization): cos'è, come funziona, perché interessa anche a una PMI

Cos'è la GEO e perché è diversa dalla SEO

La GEO, Generative Engine Optimization, è la pratica di strutturare i propri contenuti online in modo che i sistemi di intelligenza artificiale generativa — come ChatGPT, Perplexity, Google AI Overview e Gemini — li scelgano, li citino e li riutilizzino nelle proprie risposte.

Non è una moda del momento né una variante della SEO con un nome diverso. È una disciplina distinta, con una logica propria, nata dal fatto che il modo in cui le persone cercano informazioni online sta cambiando in modo strutturale.

Il termine è stato formalizzato nel 2024 da un gruppo di ricercatori di Princeton, Georgia Tech, Allen Institute for AI e IIT Delhi, nel paper GEO: Generative Engine Optimization (Aggarwal et al., presentato a KDD 2024). Da lì in poi il concetto si è diffuso rapidamente nel settore.

La differenza con la SEO tradizionale

Per capire cos'è la GEO, vale la pena partire da cosa fa la SEO tradizionale.

La SEO migliora il posizionamento di una pagina web in una lista di risultati su Google. L'obiettivo è comparire tra i primi link che l'utente vede nella pagina dei risultati e convincerlo a cliccare. Il "prodotto" della SEO è quindi la posizione in classifica.

La GEO ha un obiettivo diverso: fare in modo che la pagina venga selezionata da un sistema AI, che ne estragga il contenuto e lo incorpori direttamente nella risposta generata. L'utente in questo caso non vede una lista di link da visitare — riceve una risposta già formulata, dove la tua pagina potrebbe essere citata come fonte.

In pratica:

  • SEO → il tuo sito compare come link nella SERP di Google → l'utente clicca e arriva sul tuo sito.
  • GEO → il sistema AI legge il tuo contenuto, lo sintetizza e lo cita nella risposta → l'utente può (o meno) cliccare sul link alla fonte.

Questo cambia tutto, dall'angolo con cui si scrivono i contenuti alle metriche con cui si misura il successo.

Una cosa importante da chiarire subito: GEO e SEO non si escludono. In molti casi si sovrappongono — un contenuto ben strutturato per essere citato da un LLM è spesso anche un contenuto apprezzato da Google. Ma partono da premesse diverse e richiedono attenzioni diverse.

Come ChatGPT, Perplexity e Google AI Overview scelgono le fonti

Per capire cosa ottimizzare, bisogna capire cosa succede "sotto il cofano" quando fai una domanda a un sistema AI generativo.

Il meccanismo è simile per tutti i principali strumenti, ma con differenze importanti nei dettagli.

Il principio generale

Quando un motore AI riceve una domanda, di solito fa due cose in sequenza: cerca informazioni sul web (o in un indice interno), poi genera una risposta sintetizzando quello che ha trovato. Le fonti che cita sono quelle da cui ha "preso in prestito" testo, dati o idee.

I ricercatori che hanno scritto il paper GEO descrivono questo processo come una combinazione tra un motore di ricerca e un modello generativo: il primo trova i documenti, il secondo li rielabora e produce la risposta finale.

ChatGPT

ChatGPT, nella sua modalità di ricerca web (ChatGPT Search), utilizza Bing come motore di ricerca sottostante per trovare le fonti. Significa che, in linea di massima, se sei visibile su Bing hai più possibilità di essere preso in considerazione.

Attenzione però a un dettaglio: ChatGPT può rispondere senza cercare il web, basandosi solo su ciò che "sa" dal training. In quel caso non compare nessuna citazione e il contenuto del tuo sito non entra in gioco. Questo lo rende meno prevedibile rispetto ad altri strumenti.

Perplexity

Perplexity si definisce esplicitamente un "motore di risposta" basato su ricerca in tempo reale. Ogni risposta parte da una ricerca web attiva — visita più fonti per ogni risposta — e di norma cita tre o quattro di esse con riferimenti numerati cliccabili.

Dal punto di vista pratico, Perplexity tende a premiare contenuti recenti con date chiare, pagine con struttura pulita e facile da leggere per il crawler, e testi che offrono risposte dirette con dati numerici e riferimenti ad altre fonti attendibili.

Per una PMI locale, questo è rilevante: un sito con pochi backlink ma con contenuti ben strutturati e aggiornati può essere scelto come fonte primaria per una query specifica del settore — anche sopra siti più grandi ma con contenuti generici.

Google AI Overview

Google AI Overview funziona in modo diverso dagli altri due: non bypassa il ranking tradizionale di Google, ma parte da esso. Gemini — il modello AI di Google — prende i risultati già presenti in cima alla SERP e li rielabora per creare un testo riassuntivo.

In pratica, Gemini tende a partire dai risultati già presenti in cima alla SERP: chi è già ben posizionato ha più probabilità di comparire anche nell'AI Overview per la stessa query. Questo significa che per Google, GEO e SEO sono ancora molto intrecciate.

Gli AI Overview compaiono in modo selettivo: non appaiono su tutte le ricerche, ma tendono a comparire su domande di tipo informazionale (es. "come funziona…", "qual è la differenza tra…"), molto meno su ricerche transazionali o locali semplici (es. "idraulico a Pavia").

Quanto è già diffusa la ricerca via AI? Quello che i dati ci dicono (e quello che non ci dicono)

Questa è la parte in cui bisogna andare con i piedi di piombo.

Se cerchi online statistiche sull'adozione dell'AI search, troverai numeri ovunque: "il 37% degli utenti inizia le ricerche dall'AI", "il 50% delle ricerche Google include già un AI summary", e via dicendo. Molti di questi dati vengono da sondaggi condotti da agenzie di marketing o da report aziendali che hanno un interesse commerciale nell'enfatizzare la crescita del fenomeno. Lo scopo è spingere a rifare da zero il sito web aziendale o vendere servizi dedicati a generare o monitorare citazioni sugli LLM più diffusi.

Preferisco affidarmi a quello che è misurabile in modo più diretto.

Gli AI Overview di Google: una presenza già rilevante

Semrush, analizzando un campione di query desktop negli Stati Uniti, ha rilevato che a marzo 2025 gli AI Overview di Google comparivano in circa il 13% delle ricerche. In alcuni periodi e su alcune categorie di keyword il dato ha toccato picchi vicini al 25%. Non è il 100%, ma non è nemmeno trascurabile — e la tendenza è in crescita.

Questo significa una cosa concreta: su una quota significativa di ricerche Google, l'utente vede prima un testo generato da Gemini, poi i link organici tradizionali.

L'effetto sui click: quello che sappiamo

Seer Interactive ha analizzato l'impatto degli AI Overview sui click organici su un dataset di oltre 3.000 query monitorato tra giugno 2024 e settembre 2025. I risultati del Q3 2025 mostrano uno scenario abbastanza chiaro:

  • Per le query senza AI Overview, il CTR organico medio è intorno all'1,45%.
  • Per le query con AI Overview, chi è citato nell'overview ottiene circa lo 0,70% di click.
  • Chi non è citato ma compare comunque nella SERP scende a circa lo 0,52%.

Tradotto in modo pratico: se compare un AI Overview e il tuo sito non è tra le fonti citate, il traffico che ricevi da quella query cala in modo significativo. Se invece sei citato, la perdita rispetto a una SERP senza AI Overview rimane rilevante — ma il divario rispetto a chi non viene citato è netto. Lo stesso studio documenta un calo generalizzato dei CTR su tutte le categorie nel corso del 2025, il che suggerisce che il cambiamento in atto va oltre il solo effetto degli AI Overview.

Chi usa gli strumenti AI in Italia

Per quanto riguarda l'Italia, esistono due dati affidabili da cui partire.

Secondo Statcounter (aprile 2026), tra i chatbot AI utilizzati in Italia, ChatGPT ha il 65% del mercato, seguito da Gemini (16%), Copilot (8%) e Perplexity (7%). Claude di Anthropic è al 3,5%.

Eurostat ha rilevato che nel 2025 il 19,9% degli italiani tra 16 e 74 anni ha utilizzato strumenti di AI generativa — un dato più basso rispetto alla media europea del 32,7%, e tra i più bassi dell'Unione. Va però detto che questa statistica include ogni tipo di utilizzo (scrittura, traduzione, studio, lavoro), non solo la ricerca di informazioni. La quota di italiani che usa l'AI per cercare cose è probabilmente più bassa, e non è ancora misurata con precisione.

Il quadro reale

Il messaggio che emerge, al netto delle statistiche più roboanti, è questo: il cambiamento è già in corso, ma non ha ancora sostituito la ricerca tradizionale. Google rimane il punto di partenza per la grande maggioranza delle ricerche. Tuttavia, su una quota crescente di query — soprattutto quelle informazionali — l'utente vede prima una risposta generata dall'AI e poi i link tradizionali.

Per una PMI, questo vuol dire che cominciare a lavorare sulla GEO oggi è un investimento sensato, non un'urgenza da gestire in emergenza. Chi arriva presto su un campo con poca concorrenza ha un vantaggio strutturale.

Le tecniche GEO che funzionano davvero (con le prove)

Qui la ricerca accademica ci dà qualcosa di concreto.

Il paper di Aggarwal et al. (Princeton, 2024) ha testato nove diverse tecniche di ottimizzazione su un benchmark di 10.000 query, misurando quanto aumentava la "visibilità" delle pagine nelle risposte dei motori generativi. I risultati sono abbastanza chiari su cosa funziona e cosa no.

Uno studio successivo, il framework GEO-16 di Kumar e Palkhouski (2025, arXiv 2509.10762), ha analizzato oltre 1.700 citazioni su Perplexity, Google AI Overview e Brave Summary, individuando 16 fattori strutturali correlati alla probabilità di essere citati. Vale la pena tenere presente che lo studio è stato condotto su contenuti in lingua inglese nel settore B2B SaaS: i risultati vanno quindi letti come riferimento orientativo, non come legge universale applicabile a qualsiasi contesto.

Un terzo lavoro, Zhang et al. (2026, arXiv 2604.25707), ha aggiunto un'idea utile: non conta solo quante volte vieni citato, ma quanto del tuo contenuto viene effettivamente incorporato nella risposta.

Cosa aumenta le citazioni

1. Aggiungere citazioni di esperti e fonti autorevoli

È la tecnica singola più efficace secondo il paper GEO: inserire citazioni da enti istituzionali, studi di settore, associazioni di categoria, fonti ufficiali. Il meccanismo logico è chiaro — se citi fonti autorevoli, il sistema AI ti percepisce come più affidabile e "riutilizzabile".

2. Includere dati numerici concreti

Percentuali, importi, durate, volumi: i dati precisi aumentano in modo significativo la probabilità di essere citati. Un paragrafo che dice "i costi variano a seconda del progetto" non lascia nulla da citare. Un paragrafo che dice "per una ristrutturazione di facciata in provincia di Pavia, i prezzi si collocano tipicamente tra X e Y euro al metro quadro" è citabile, verificabile, utile.

3. Citare le proprie fonti

Affiancare ai dati i riferimenti alle fonti primarie — normative, report ufficiali, documentazione tecnica — migliora sia la credibilità percepita dall'AI sia quella percepita dal lettore umano.

4. Scrivere in modo chiaro e fluido

I modelli generativi favoriscono testi ben costruiti, con frasi coerenti e leggibili. Una riscrittura orientata alla chiarezza — anche senza aggiungere nuovi contenuti — porta miglioramenti misurabili. Non perché l'AI "preferisca lo stile", ma perché i testi più chiari sono più facili da estrarre e incorporare in una risposta.

5. Struttura che facilita l'estrazione

Titoli in forma di domanda (H2/H3 come "Qual è la differenza tra X e Y?"), liste numerate, tabelle comparative, blocchi FAQ: sono tutti formati che rendono il contenuto più facile da "prendere" per un sistema AI. Lo studio di Zhang et al. parla di "evidence objects" — definizioni brevi, numeri, confronti, passi procedurali — come gli elementi più frequentemente assorbiti nelle risposte generate.

6. Date visibili e contenuti aggiornati

I motori AI tendono a preferire fonti recenti, soprattutto su argomenti che cambiano frequentemente. Mostrare in pagina la data di pubblicazione e di aggiornamento, e tenerla aggiornata, è un segnale rilevante.

Cosa non funziona

Il paper di Princeton ha testato anche il keyword stuffing — la pratica di inserire in modo forzato parole chiave correlate per tentare di aumentare la rilevanza di un testo. Risultato: non solo non migliora le citazioni, ma in alcuni esperimenti su Perplexity le peggiora (circa −10% rispetto al baseline). Vale la pena notarlo perché questa logica — "più keyword, più rilevanza" — era già sbagliata per la SEO tradizionale, e lo è ancora di più per i sistemi AI generativi, che valutano il testo in modo completamente diverso da un crawler.

Un' osservazione pratica

Le tecniche più efficaci tendono a combinarsi bene: scrivere con chiarezza e aggiungere dati numerici e citare le fonti è più efficace di applicare una sola di queste pratiche. Non c'è una "scorciatoia GEO" analoga a quello che era il link building un tempo. È un lavoro sulla qualità complessiva del contenuto.

Perché la GEO può essere un vantaggio per una PMI (più di quanto si pensi)

C'è un risultato del paper di Princeton che vale la pena citare esplicitamente, perché è controintuitivo.

Quando i ricercatori hanno ottimizzato tutte le fonti con le tecniche GEO e hanno misurato l'effetto, hanno scoperto che le pagine che beneficiavano di più erano quelle che in Google si trovavano già in posizione 4 o 5 — non quelle in posizione 1. Per i siti in cima alla SERP, la visibilità nei motori generativi poteva addirittura diminuire. Per i siti più indietro, invece, l'aumento di visibilità superava il 100%.

La spiegazione intuitiva è questa: nella SEO tradizionale, i grandi siti con molti link in entrata hanno un vantaggio strutturale difficile da colmare. Nei motori AI generativi, il sistema valuta di più il contenuto specifico della pagina — quant'è chiaro, quanti dati offre, quanto è affidabile — e meno la "forza di dominio" complessiva.

Per una PMI locale che non ha risorse per costruire centinaia di backlink, questo è potenzialmente una buona notizia: un contenuto ben costruito su una query di nicchia locale può essere selezionato da un sistema AI anche sopra un sito con più autorità generale.

McKinsey, in un report del 2025 sull'AI search (Winning in the age of AI search), ha documentato che anche in settori competitivi, i brand più grandi sono spesso assenti dalle risposte AI, mentre brand minori con una forte presenza editoriale specifica — contenuti utili, recensioni, citazioni su portali di settore — ottengono più menzioni.

Detto questo, nessuno sta promettendo miracoli. La GEO non sostituisce la SEO e non genera risultati immediati. È un lavoro di medio periodo, con effetti che si misurano in mesi, non in settimane.

Cosa fare concretamente: 7 azioni per una PMI locale

Mettendo insieme i risultati della ricerca accademica e l'esperienza sul campo con PMI del Nord Italia — settore edilizia, servizi professionali, commercio locale — queste sono le azioni con il miglior rapporto tra effort e risultato.

Le prime che abbiamo avviato concretamente per diversi clienti nella nostra area sono state: implementare lo schema markup, revisionare la pagina "chi siamo" per includere certificazioni, riconoscimenti e validazioni esterne che dimostrano la competenza di chi c'è dietro all'azienda, costruire sezioni FAQ con risposte alle domande reali dei potenziali clienti, e semplificare il formato dei testi per favorire la leggibilità. Non sono interventi che producono effetti immediati — come tutto ciò che riguarda la visibilità organica — ma costruiscono la base su cui qualsiasi miglioramento si appoggia.

1. Costruisci pagine "risposta" per le domande chiave del tuo settore

Identifica le domande reali che i tuoi clienti fanno: non solo le query Google, ma le cose che chiedono a ChatGPT o che si chiedono prima di chiamarti. Costruisci pagine che rispondono direttamente a quelle domande, con dati concreti e con una risposta chiara già nei primi paragrafi.

Esempi pratici per un'azienda di serramenti: "Meglio una finestra in PVC o in alluminio?", "Qual è la differenza tra doppio e triplo vetro?", "Quanto tempo ci vuole per installare 10 finestre?". Risposte dirette, con range di costo reali e tempi realistici.

2. Struttura i tuoi contenuti in modo che siano facili da "estrarre"

Usa heading H2 e H3 in forma di domanda. Aggiungi una sezione FAQ in fondo a ogni pagina importante. Usa liste e tabelle per confronti e riepiloghi. Evita blocchi di testo denso senza interruzioni. Per massimizzare il risultato, le risposte della FAQ devono contenere dati concreti, definizioni e confronti — il formato da solo non basta, e usarlo in modo meccanico solo per produrre più contenuto o inserire keyword è controproducente.

3. Aggiungi dati numerici con fonti

Dove possibile, sostituisci le affermazioni vaghe con dati concreti. Citare la Camera di Commercio locale, l'associazione di categoria, un report ufficiale di settore — qualsiasi fonte autorevole che dia credibilità al numero — è meglio di un dato senza riferimento.

4. Implementa lo schema markup

Per una PMI locale, le priorità sono: LocalBusiness sulla pagina contatti/chi siamo, FAQPage su ogni pagina con domande frequenti, Article sugli articoli del blog, Service sulle pagine di servizio. Non è complicato come sembra, ma richiede competenza tecnica per farlo bene. Se hai già un sito ottimizzato in SEO, probabilmente manca solo questo strato.

5. Lavora sul tuo Google Business Profile

GBP è la fonte primaria per la componente locale dei risultati AI — sia nei Local Pack sia negli estratti che appaiono per query di tipo "servizio vicino a me". Compilalo al 100%: descrizione dettagliata dei servizi, foto aggiornate, orari precisi. Incentiva le recensioni autentiche, soprattutto quelle che descrivono il servizio specifico e la località ("rifacimento del tetto a Pavia", "installazione serramenti a Voghera").

6. Ottieni citazioni esterne sul tuo settore

Se altri siti autorevoli ti citano — portali di settore, stampa locale, directory di categoria, blog di colleghi — aumenta la tua "autorità di entità" agli occhi dei modelli AI. Non si tratta di link building in senso classico, ma di costruire una presenza riconoscibile nell'ecosistema informativo del tuo settore. In pratica, per una PMI locale, questo può significare cose concrete: partecipare a una fiera di settore locale o nazionale (e assicurarsi che l'evento abbia un sito che cita i partecipanti), sponsorizzare un evento sportivo o culturale del territorio, ottenere una menzione da un'associazione di categoria. Piccole azioni che, sommate nel tempo, costruiscono una presenza verificabile.

7. Tieni i contenuti visibilmente aggiornati

Per query sensibili al tempo — incentivi edilizi, normative, prezzi di mercato — i sistemi AI privilegiano le fonti più recenti. Indica sempre la data di pubblicazione e di aggiornamento in pagina. Ogni volta che cambia qualcosa di rilevante nel tuo settore, aggiorna le pagine chiave.

Domande frequenti sulla GEO

GEO e SEO sono la stessa cosa?

No. La SEO ha come obiettivo il posizionamento in una lista di link su Google. La GEO ha come obiettivo essere citati e incorporati nelle risposte generate dai sistemi AI. Alcune pratiche si sovrappongono (contenuti di qualità, struttura chiara, dati strutturati), ma le logiche di fondo sono diverse.

Devo abbandonare la SEO per fare GEO?

No. Per la grande maggioranza delle PMI, la SEO tradizionale rimane il canale principale di traffico organico. La GEO va aggiunta, non sostituita. Molte delle pratiche GEO rafforzano anche la SEO.

Quali strumenti AI devo considerare?

Per il mercato italiano, i più rilevanti oggi sono ChatGPT (il più usato), Google AI Overview (integrato nella ricerca Google), Gemini e Perplexity. Le tecniche GEO descritte in questo articolo si applicano a tutti.

La GEO funziona anche per un'attività locale?

Sì, ed è uno degli scenari in cui può dare risultati più interessanti. I sistemi AI rispondono spesso a query locali di tipo informazionale ("come scegliere un serramentista", "quanto costa rifare il tetto"), e una PMI con contenuti specifici sul proprio territorio può essere selezionata come fonte anche su query dove un sito nazionale generico non offre nulla di concreto.

Quanto tempo ci vuole per vedere risultati?

Come per la SEO, i tempi sono dell'ordine dei mesi, non delle settimane. Non esistono scorciatoie. L'impatto dipende da quanto è competitivo il settore, da quanto è già ottimizzato il sito e da con quale regolarità vengono aggiornati i contenuti.

La GEO vale per le PMI o solo per le grandi aziende?

La ricerca accademica suggerisce che le PMI possono beneficiarne in modo particolare. I sistemi AI tendono a valutare la qualità specifica del contenuto più della forza complessiva del dominio. Un contenuto ben costruito su una nicchia specifica può essere selezionato anche sopra siti con più autorità generale.

Vuoi capire come si posiziona il tuo sito rispetto a ChatGPT e Google AI Overview?

La GEO è ancora un terreno aperto, con poca competizione reale in italiano — soprattutto a livello locale. Le PMI che iniziano a lavorarci oggi hanno un vantaggio su chi aspetta che diventi mainstream.

Se vuoi capire dove si posiziona il tuo sito rispetto a questi nuovi sistemi — cosa funziona già, cosa manca, da dove conviene iniziare — puoi richiedermi un audit GEO.


* Articolo Aggiornato al 21 maggio 2026
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Giovanni Villani
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Giovanni Villani

Classe 1977, nato a Pavia, sono titolare dell'agenzia Semantik. Da sempre appassionato di nuove tecnologie, aiuto le piccole medie imprese a scoprire la comunicazione digitale e le sue opportunità.
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