Ottimizzazione SEO per ricerca vocale

La ricerca vocale ha guadagnato popolarità negli ultimi anni. Tutto è iniziato con Siri, l’assistente vocale proposto da Apple nei suoi dispositivi mobili. La tecnologia del riconoscimento vocale si è ulteriormente sviluppata con Google Now e Cortana.

Ora siamo vicini ad un punto di svolta. La diffusione di questa modalità di ricerca tra i cosiddetti “nativi digitali” lascia intuire che il ruolo della ricerca vocale non solo continuerà a crescere nel tempo, ma potrebbe diventare (in breve tempo) la modalità di ricerca dominante.

 

Perché la ricerca vocale si sta diffondendo?

Prima di tutto è più veloce (pronunciare una parola richiede meno tempo che digitarla su una tastiera), in secondo luogo non richiede l’uso delle mani (un vantaggio importante per chi fa ricerche mentre è impegnato in altre attività o per chi cerca un’interazione più diretta) e infine sta diventando affidabile (le funzioni di riconoscimento vocale sono molto migliorate così come le risposte alle query conversazionali, tipiche di chi fa ricerche vocali).

dati utilizzo della funzionalità ricerca vocale

 

Come cambiamo i comportamenti di ricerca?

 

MAGGIORI RICERCHE CONVERSAZIONALI

L’utilizzo delle ricerche vocali tende a portarci verso query che sono più simili al linguaggio naturale. Anziché scrivere "Esselunga orari" tenderemo a pronunciare "Quando apre l’Esselunga?". In breve, le nostre richieste spesso verranno riformulate come una domanda espressa in tono colloquiale.

Nel corso di un intervento ad una conferenza, il CEO di Google Sundar Pichai ha annunciato che Google sta perfezionando anche il concetto di ricerche concatenate per la voice search. Significa che potremo usare la risposta ad una prima ricerca per rifinire ulteriormente i risultati, senza dover specificare di nuovo il contesto. Un esempio potrebbe aiutare a chiarire il concetto.

Potrei fare un ricerca “libri di ricette” ed ottenere i risultati della ricerca e poi rifinire con “fammi vedere solo quelli per vegani” ed ottenere un sottoinsieme di risultati della prima risposta. Questa evoluzione della ricerca offre grandi spunti di riflessione sull’opportunità di creare dei contenuti sempre più completi e strutturati sulle esigenze degli utenti oltre che sulla comprensione dell’intento di ricerca da parte dei motori di ricerca.

 

MAGGIORI RICERCHE VIA MOBILE

La ricerca vocale trova il suo habitat naturale su uno smartphone o su un tablet. La diffusione di questi dispositivi è ormai capillare, e non è certo una novità. Dobbiamo tenere conto anche delle differenze di comportamento tra le ricerche svolte da mobile rispetto a quelle svolte da desktop. Proviamo a fare alcuni esempi: la richieste di indicazioni stradali, le ricerche geolocalizzate con il GPS “ristoranti qui vicino”, oppure la ricerca per trovare uno sportello bancomat.

 

MAGGIORI RICERCHE CON INTENTO LOCALE

Secondo alcune ricerche sembra che le ricerche vocali da mobile siano 3 volte più legate ad un intento locale rispetto a quelle svolte da tastiera. Questo aspetto ovviamente conferma il legame sempre più forte tra ricerca vocale e ricerca locale.

 

SEO per la ricerca vocale: Come ottimizzare?

Sulla base di quanto abbiamo visto possiamo fare alcune ipotesi sulle direzioni da seguire per adattarci ai progressivi cambiamenti derivanti dalla ricerca vocale.

 

UTILIZZARE AL MEGLIO GOOGLE SEARCH CONSOLE

Questo strumento di Google ci offre la possibilità di verificare quali query portano traffico al nostro sito e verificare quali sono le ricerche che arrivano da desktop e quali invece attivano da mobile.

A mio parere è utile iniziare a cercare un pattern delle varie esigenze e degli intenti di ricerca a seconda del dispositivo usato. Trovare differenze nette non sarà sempre facile ma è nostro compito affrontare il problema e cercare nuove opportunità di creare traffico qualificato svolgendo un’analisi in tal senso.

 

PRESTARE GRANDE ATTENZIONE ALL' USABILITA' SUI DISPOSITIVI MOBILI

Piuttosto ovvio. Se la ricerca vocale è soprattutto un fenomeno legato all’uso di smartphone e tablet è necessario giocare la partita ottimizzando al massimo l’esperienza di navigazione mobile. E’ prevedibile che Google favorisca tutti i siti ottimizzati per mobile per una qualsiasi ricerca vocale eseguita da smartphone.

A supporto di queste operazioni Google ci offre lo strumento di Test di ottimizzazione per dispositivi mobili e e Google Pagespeed, strumento utile monitorare le prestazioni di un sito web sia per la navigazione Desktop che per il mobile.

 

CREARE CONTENUTI UTILI E OFFRIRE RISPOSTE DIRETTE E MIRATE

Come detto in precedenza si nota che molte delle query conversazionali tipiche delle ricerca vocale sono espresse sotto forma di domanda. Appare quindi opportuno strutturare i contenuti del sito usando lo stesso tono e forma.

Come procedere? Scrivere un post inserendo la query conversazionale obiettivo in uno dei titoli e sviluppare il post con la rispettiva risposta oppure creare, se possibile, una pagina FAQ in cui inserire una serie di domande per cercare di intercettare esattamente una o più ricerche vocali.

 

Dati strutturati: una scommessa per il futuro

Migliorare il riconoscimento locale permette di comprendere meglio l’intento di ricerca dell’utente. Il passo più naturale per offrire risposte migliori è organizzare i dati in maniera semplice e fruibile. Se dovessi scommettere sulla prossima evoluzione di Google punterei probabilmente sull’impiego sempre più sistematico dei dati strutturati.

Migliorare la comprensione dei contenuti presenti su una pagina web e dei rapporti tra i significati delle entità citate è la chiave per completare il match tra l’esigenza dell’utente (sempre più decodificata e resa esplicita) ed un sito web (che deve essere ricco di informazioni organizzate e fruibili soprattutto da un dispositivo mobile). Se non hai ancora approfondito l’argomento dei dati strutturati puoi farlo leggendo questa guida introduttiva.

 

Conclusioni

La diffusione di smartphone e tablet, unita al decollo delle ricerche vocali, stanno segnando un nuovo percorso per tutti i consulenti SEO. La crescente complessità delle modalità di ricerca delineerà una divisione sempre più netta tra chi avrà la capacità di analizzare i dati per costruire una strategia SEO e chi procederà lungo la vecchia via, rimanendo ancorato sugli aspetti più superficiali.

In questo clima di incertezza crescente, mi piace pensare che l’opportunità più grande sia nel cambiare approccio e scegliere di costruire una comunicazione efficace usando strumenti analitici e puntando su un marketing molto più consapevole del comportamento e delle esigenze degli utenti.

In passato acquisire visibilità per un’azienda voleva dire fare un inserzione su un quotidiano o comprare un cartellone. Oggi richiede un vero e proprio piano di comunicazione, la selezione dei canali idonei e la produzione di risultati prevedibili e riproducili nel tempo. Ora possiamo misurare (quasi) ogni cosa. Bisogna partire da queste osservazioni e prendere delle decisioni ben identificabili, analizzando e monitorando i risultati di ogni scelta.

Chiudo con una citazione "La metà dei soldi spesi in pubblicità sono soldi buttati, il problema è capire quale sia la metà giusta". Ora lo sappiamo.

Giovanni Villani

Classe 1977, nato a Pavia, sono titolare dell'agenzia Semantik. Da sempre appassionato di nuove tecnologie, aiuto le piccole medie imprese a scoprire la comunicazione digitale e le sue opportunità.

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