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07 Febbraio 2020
Giovanni Villani
Come aggiornare vecchi contenuti per SEO

Aggiornare i vecchi contenuti per migliorare il posizionamento

Spesso capita di incaponirsi con maxi piani editoriali finalizzati a sfornare tonnellate di contenuti nuovi di zecca. Per quanto questa attività possa risultare utile, è opportuno notare che può essere molto dispendiosa in termini di tempo (o in termini economici se ci si affida a un copywriter).

È possibile valutare anche un’alternativa: aggiornare i contenuti obsoleti o poco performanti per migliorarne il posizionamento. I vantaggi di questo tipo di intervento sono molteplici:

  • Rendere un articolo ancora interessante, anche dopo mesi o anni dalla sua pubblicazione, senza investire tempo ed energie in un nuovo contenuto
  • Grazie a una revisione attenta possiamo affinare gli obiettivi del contenuto, tenendo presente l’intento di ricerca
  • Completare il contenuto, includendo parti mancanti ritenute utili per l’utente con la possibilità di guadagnare visibilità
  • Rivalutare il ruolo dell'articolo rispetto alla visione complessiva del sito web (potrebbe essere una stampella o un approfondimento per altri articoli)
  • Migliorare il traffico organico mostrando la capacità di fare un lavoro accurato e utile

 

Come possiamo procedere?

Di seguito troverai una serie di passaggi consigliati. È importante comprendere che si tratta di un processo che va suddiviso in diverse fasi. Lo scopo è quello di trovare diversi modi per migliorare un contenuto e guadagnare in visibilità.

 

IDENTIFICA I CONTENUTI DA MIGLIORARE

Il primo passo è identificare i contenuti da migliorare. A tal fine possiamo servirci di due strumenti: Google Analytics e Google Search Console. Apriamo il pannello di controllo di GA e ordiniamo i contenuti del nostro sito in ordine di traffico generato: andiamo a caccia dei post meno popolari. Tra i diversi articoli che sono poco performanti ne scegliamo uno. Partiremo da quello.

Procediamo su GSC e selezioniamo la pagina di nostro interesse per poi tornare sulla scheda "query". In tal modo potremo notare quali sono le ricerche per cui il contenuto è rilevante secondo Google. Da questo dato si possono trarre i primi spunti per un intervento poiché spesso si trovano keyword a coda lunga più o meno interessanti su cui lavorare.

In secondo luogo cercheremo di scoprire "la storia" del nostro contenuto. Appena pubblicato, il nostro articolo potrebbe aver ottenuto visibilità per poi scomparire progressivamente.

Google Search Console - Analisi

Andremo quindi a controllare i contenuti presenti in SERP su Google per la keyword obiettivo. Guardiamo con attenzione quali temi trattano, come sono strutturati (titoli e sezioni), che cosa offrono (testi, immagini, video, ecc) e cerchiamo di identificare i loro punti di forza rispetto all’intento dell’utente. Non è sempre facile da capire, però possiamo facilmente trovare qualche indizio da cui partire.

 

CONTROLLA E REVISIONA I METATAG: TITOLI E DESCRIZIONI

Può capitare di aver scelto un titolo poco efficace o non in linea con l’intento della ricerca. Cerchiamo di revisionare cosa non funziona e facciamo lievi aggiustamenti ai testi per mantenere coerenza con il contenuto dell’articolo. Controlliamo anche la meta description cercando di migliorare il CTR. Ricordiamoci di inserire una call to action efficace, se non ancora presente.

 

ASSICURATI CHE NON CI SIANO REFUSI O ERRORI GRAMMATICALI

Errore piuttosto frequente. Tanta energia per scrivere un bel post, ricco di testi ed immagini curatissimi e poi ci dimentichiamo uno sfondone clamoroso. Fai una verifica rapida copiando una porzione di testo dal sito verso un documento vuoto di word. Cerca le segnalazioni del correttore automatico e poi leggi tutte le frasi con grande attenzione.

Inizieremo a cercare gli errori di grammatica ma poi passeremo velocemente a controllare anche la struttura delle frasi e la punteggiatura. Si può sempre fare meglio ed evitare figuracce.

 

CONTROLLA I LINK ESTERNI

Un articolo che vuole offrire un reale valore aggiunto ai lettori, spesso cita anche fonti esterne oppure segnala strumenti utili. Periodicamente è necessario rivedere questi link e mettersi a caccia di errori 404 oppure di risorse divenute ormai obsolete.

Vi accorgerete facilmente che dal momento in cui avete pubblicato l’articolo è passata molta acqua sotto i ponti e ci sono state diverse evoluzioni. Se i riferimenti che avete segnalato non sono più validi è meglio riprendere in mano i contenuti e trovare qualcosa di più affidabile o interessante.

 

CONTROLLA I LINK INTERNI

Consiglio spesso sottovalutato. L’articolo che stai revisionando si lega concettualmente ad altri post presenti? Perché non creare un link (o usa serie di link) verso altre risorse interne che possono essere di interesse per l’utente?

Questo tipo di intervento è molto gradito anche da Google. Offre l’occasione di mettere in relazione diverse parti del sito web e far scorrere link juice in maniera più efficace tra le varie pagine prese in considerazione. Il sito web ne trarrà certamente beneficio.

 

RICONSIDERA IMMAGINI E VIDEO

Analogamente a quanto scritto per i link esterni, potremmo trovare immagini fiacche o poco adatte a rappresentare i concetti di cui l’articolo parla. Possiamo quindi valutare di modificare quelle presenti o aggiungerne altre, per rendere più completo il nostro contenuto.

Verifichiamo inoltre la presenza di altri video su YouTube che possono fare al caso nostro. Non è insolito trovare qualche perla nascosta che può aumentare la qualità del nostro contenuto in maniera considerevole.

Nel corso della revisione ottimizziamo le immagini, aggiungendo correttamente i tag alt.

 

Come migliorare i contenuti

Ora si entra nel vivo del lavoro. Scopriamo come riportare in vita articoli che sembrano ormai morti e sepolti.

 

TROVA SPUNTI DI APPROFONDIMENTO O NUOVE OCCASIONI DI POSIZIONAMENTO

Rileggi il tuo contenuto con attenzione. Valuta se ci sono alcuni aspetti che possono essere chiariti o approfonditi restando pertinente al tema originario. Non viene in mente nulla? Allora fatti aiutare da Google!

Esegui la query per la keyword obiettivo e controlla il riquadro "ricerche correlate" alla fine della pagina. Spesso in quest’area dello schermo è possibile trovare qualche idea di approfondimento. A volte le ricerche presenti contribuiscono a chiarire l’intento di ricerca diventano fondamentali per l’aggiornamento del testo.

Google - Esempio ricerche correlate

Un’ulteriore risorsa che considero davvero interessante è il riquadro "Le persone hanno chiesto anche" che mostra delle domande brevi e precise che riguardano la keyword appena digitata su Google. Ho recentemente trovato uno strumento utilissimo che, partendo da una specifica query, estrae i dati direttamente da Google e li organizza in maniera pratica e semplice.

Lo strumento (https://alsoasked.com/) richiede che venga inserita una query e che venga selezionata una lingua ed un paese specifico. Il risultato è un grafico come quello che segue. È possibile esportare i risultati anche in formato CSV.

AlsoAsked.com

 

CONFRONTA I CONTENUTI

Nella fase iniziale abbiamo identificato i contenuti da migliorare. È bene chiarire però quali siano le keyword per cui ci si vuole posizionare. Una volta fatta chiarezza su questo aspetto dobbiamo digitare le query di riferimento e valutare le pagine dei concorrenti che si sono posizionate con successo.

Per fare un confronto utile consiglio di prendere un foglio di carta e segnare una scaletta dei temi affrontati, pagina per pagina. In tal modo sarà più semplice identificare dei pattern o schemi che si ripetono e che da cui non si può prescindere per rispondere in maniera efficace alla query.

In un secondo tempo invece cercherò dei fattori di differenza tra le varie pagine. Potrei notare che ci sono aspetti interessanti appena abbozzati oppure elementi che tendono ad andare fuori tema. Usando la giusta sensibilità si tratta di capire cosa includere o escludere dal mio articolo revisionato. A volte è necessario procedere per tentativi e revisionare più volte uno stesso articolo a distanza di qualche mese.

 

ESPRIMI UN VALORE AGGIUNTO

Le primissime volte che ho utilizzato questo metodo ricordo di aver semplicemente aggiunto qualche frase qua e là, sperando che fosse sufficiente. Mi sono accorto che non è così. Talvolta è necessaria una revisione profonda, variando anche più del 50% dell’articolo. Altre volte è utile anche solo aggiungere una sezione bene curata.

Il consiglio è di impegnarsi davvero nel processo di revisione. Si tratta di aggiungere qualcosa che esprima davvero un valore aggiunto per l’utente. Non pensiamo che "aggiungere qualche riga" (magari ripetendo le keyword) possa essere la soluzione.

 

Cosa fare dopo che hai modificato i contenuti

Quando hai ultimato tutte le modifiche ed il tuo contenuto è pronto arriva il momento di segnalare la pagina a Google.

 


Alcune persone pensano che sia opportuno cambiare la data di pubblicazione per comunicare al motore di ricerca che si tratta di un articolo “nuovo”. Io penso che sia un’opzione sia un po’ troppo aggressiva e possa apparire come un intervento manipolativo, al solo fine di riguadagnare posizionamento.

Pertanto preferisco includere dei riferimenti temporali nel testo. Ad esempio “Aggiornamento al 01/01/2020” o includere la stringa “articolo aggiornato al 01/01/2020” al termine della pagina.

Credo che Google abbia la capacità di cogliere che il contenuto è cambiato rispetto alla versione precedente e provi pertanto a trovare una nuova collocazione nella SERP.


 

Per segnalare il nuovo contenuto richiedo una scansione utilizzando l’apposito strumento di Google Search Console "Controllo Url" e lascio al motore di ricerca fare tutto il resto.

Dal momento in cui pubblico l’articolo revisionato devo però tenere d’occhio gli effetti del mio lavoro per comprendere se la revisione ha portato benefici oppure no. A tal fine controllerò periodicamente le impressions dell’articolo attraverso lo strumento GSC e valuterò eventuali variazioni del CTR.

 

IL MIO ULTIMO CONSIGLIO

Non aspettatevi impennate clamorose di traffico. Se tutto va bene l’articolo guadagnerà posizioni in maniera graduale fino a trovare la sua nuova posizione nella SERP. Se, a distanza di un paio di mesi, tutto appare fermo è possibile che le modifiche non siano state fatte nella direzione giusta.

È quindi il caso di farsi qualche domanda e rimettersi in discussione. Ho modificato troppo? Ho modificato troppo poco? Ho davvero aumentato il valore aggiunto del post?

 

Conclusioni

A tratti questo procedimento può apparire noioso e ripetitivo, ma quando comincia a dare i suoi frutti, tutti gli sforzi vengono ripagati. Dedicare almeno un paio d’ore al mese a rivalutare i propri contenuti non è poi così terribile. Oltre ad essere un esercizio utile per non dormire sugli allori, è un’occasione di stare sempre sul pezzo e sperimentare cose nuove e ridare vita ad articoli che appaiono vecchi e stanchi.

Chi desidera offrire servizi SEO professionali non può prescindere da un costante lavoro di revisione e monitoraggio. Con la pratica è possibile acquisire la giusta sensibilità che permette di ottenere buoni risultati senza stravolgere il proprio lavoro precedente.

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Giovanni Villani
Giovanni Villani
Giovanni Villani

Classe 1977, nato a Pavia, sono titolare dell'agenzia Semantik. Da sempre appassionato di nuove tecnologie, aiuto le piccole medie imprese a scoprire la comunicazione digitale e le sue opportunità.
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