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Clickbait: tutta la verità

clickbait - esche per click

Hai mai sentito parlare di clickbait? In questo post facciamo una panoramica su questo fenomeno che è sempre più evidente su tutti i social network e su internet in generale. Cerchiamo di capire di cosa si tratta, come riconoscerlo, facendo alcuni esempi. Facciamo onoltre alcune considerazioni circa il suo funzionamento e sulla sua eticità nell'ambito della comunicazione digitale.

 

Cos’è il clickbait

Clickbait è un termine coniato da Jay Geiger, uno sviluppatore informatico e blogger americano, che allude ad un contenuto creato con un unico scopo: spingere l’utente a fare un click per arrivare su una certa pagina. L’etimologia lo rende ancora più chiaro: si tratta di una combinazione della parola click con la parola bait (esca). Si traduce quindi come un’ esca per i click.

I clickbait di solito consistono in titoli o immagini che hanno toni sensazionalistici e conducono a pagine con contenti di bassa qualità o non corrispondenti a quanto i titoli sembrano promettere. Questo tipo di pratica mira a manipolare l’utente per strappargli una azione specifica (il click), offrendo una esperienza di navigazione scadente e causando spesso il disappunto di chi arriva sulla pagina destinazione.

 

Come riconoscere un clickbait

Prima di tutto un titolo clickbait deve attirare l’attenzione dell’utente. Per farlo spesso si ricorre a:

  • Parole che tendono ad evocare emozioni o sorpresa (“Scandaloso!”, “una cosa pazzesca”, “il video che ha commosso tutti”)
  • Titoli che dicono poco o nulla circa il contenuto dell’articolo (“Incontra un vecchio amico. Non immaginerete cosa succede dopo”; “La Juve dice di no. Ronaldo si infuria”)
  • Promesse di facili guadagni o benefici (“come sono diventato milionario in una settimana”, “il segreto per perdere 5 kg in un giorno”)
  • Informazioni riservate e segreti - Si allude ad una realtà “dietro le quinte” ed alternativa riguardante le istituzioni o il potere (“il libro che la chiesa non vuole che tu legga”, “Lo scandalo che nessuno può raccontare”, “il video di Roswell sfuggito alla censura”)
  • Titoli che fanno leva sulla paura, portando le persone a comportamenti irrazionali (“5 errori che possono portare al fallimento della tua azienda”, “Impennata di contagi da Coronavirus: ecco perché”)

Il tratto distintivo più comune delle pagine di destinazione è invece la presenza di pubblicità, si solito sotto forma di banner, o di altri titoli clickbait per “tenere dentro al circuito” il navigatore che, attirato nuovamente, potrà visionare altra pubblicità o fare un acquisto. Questo è ovviamente il vero scopo del clickbait.

 

Esempi di titoli clickbait

Di seguito trovare alcuni esempi di titoli clickbait che ho trovato mentre stavo scrivendo questo articolo. Alcuni sono tratti da pagine facebook, altri da youtube

 

Il clickbait funziona?

Le persone sono curiose per natura. Tanto più la promessa sembra essere esagerata, tanto più crescerà la curiosità di ricevere la ricompensa, che è facilmente raggiungibile, perché basta un solo click. Quando la promessa rappresenta una tentazione diventa sempre più difficile resistere.

Facciamo un esempio banale. Navigando troviamo il tiolo come “come ho guadagnato 500 euro in 10 minuti usando Facebook”. Pur sapendo che il testo della pagina di destinazione sarà quasi certamente deludente siamo comunque disposti a cliccare. Per tre ordini di ragioni:

  • Il beneficio appare comunque interessante (“Non riuscirò ad ottenere 500 euro, ma forse 100 sì”)
  • Il tempo richiesto è molto moderato (“Posso permettermi di buttare due minuti di tempo”)
  • Il rischio non è percepito (“ho cliccato con l’intento di guadagnare soldi, non di spenderli”)

La verità però è un po’ diversa.

Se avete fame ed avete voglia di una bella fetta di torta, sarà più facile resistere alla tentazione se vi trovate lontano dalla torta o ce l’avete davanti? La risposta è scontata.

È proprio per questo che tendiamo a vedere un vero e proprio bombardamento di clickbait sui social. All’ennesimo stimolo, all’ennesima promessa, all’ennesimo vantaggio finiremo per cedere. Non tanto perché crediamo alla promessa, ma piuttosto perché vogliamo crederci.

Un esempio visto mille volte: “come perdere 10 kg senza andare in palestra”. A tutti piacerebbe avere la soluzione del problema, veloce e senza alcuna fatica. Ma sappiamo che non è così che funziona. Tuttavia speriamo che appaia una pillola magica che lo renda possibile.

 

Clickbait ed etica sul web

Abbiamo capito che il clickbait può generare traffico e vendite su un sito web. Sappiamo inoltre che è facile che questo tipo di contenuti diventi virale. Tuttavia, comprendiamo anche che l’utilizzo di questo metodo abbia un prezzo molto caro: la perdita di credibilità. Quando un sito di notizie fa uso sistematico di titoli clickbait, crea fake news, e cerca sistematicamente di manipolare l’utente, la fiducia di chi naviga viene meno.

Immaginate di notare la pubblicità di una concessionaria che promette sconti astronomici sull’acquisto di una nuova auto. Quando arrivate all'autosalone scoprite che tutti i veicoli sono in vendita a prezzo pieno. Non solo non otterrete alcun vantaggio, ma state perdendo tempo e avvertite la sensazione di essere stati fregati.

Quando questo accade si tende ad azzerare la credibilità della fonte. Anche nel caso che la concessionaria in futuro decida davvero di fare degli sconti, tenderete ad escluderla dalle opzioni di acquisto (“di sicuro ci sarà un’altra fregatura”).

Questo vi lascia intendere che gli effetti negativi del clickbait possono anche diventare consistenti. La diffusione di esperienze negative dei clienti potrebbe innescare un tam-tam di recensioni e passaparola che svelano le cattive intenzioni di chi manipola il cliente.

 

Cosa ci insegna il clickbait

Quello che abbiamo letto ci lascia alcune lezioni di cui possiamo fare tesoro:

  • A volte i titoli sono più importanti dei contenuti
  • La scelta di un titolo può influenzare la diffusione via social di un contenuto
  • Con un po’ di attenzione è possibile indentificare i titoli clickbait ed evitare di perderci tempo
  • L’uso sistematico di clickbait porta ad un crollo del tasso di rimbalzo
  • La tecnica del clickbait ha una ricaduta negativa sulla credibilità
  • Se decidi di usare un titolo clickbait, parti dal contenuto. Ciò significa creare un contenuto ricco e approfondito e poi crea un titolo che accenda la curiosità su quel tema. Così non perderai credibilità e potrai beneficiare dei click
  • Si può attirare l’attenzione dell’utente senza doverlo ingannare
  • La capacità di attirare l’attenzione su internet può essere monetizzata

Se vuoi promouovere seriamente la tua attività commerciale non servono clickbait o trucchi. Serve affidarsi all'esperinza di professionisti che possano guidarti offrendoti una consulenza personalizzata sulle tue esigenze. Se vuoi saperne di più contattaci ora.

Giovanni Villani

Classe 1977, nato a Pavia, sono titolare dell'agenzia Semantik. Da sempre appassionato di nuove tecnologie, aiuto le piccole medie imprese a scoprire la comunicazione digitale e le sue opportunità.

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